CIL XV 1498
Forma: 110
Sig. 9.6+, 4.4,
Forma: 110
Sig. ,
Forma: 110
Sig. 4.5+, 3.5,
Orb. .
Orb. .
Orb. .
Lett. 1.5.
Lett. 1.6.
Lett. 1.8.
Lett. 1.7.
Lin.-, 1, -.,
Lin.,
Lin.,
Edizioni. Gasperoni 2003, 255 N. 82 tav. CXXXIII.3-4?.
Edizioni. Cfr. CIL X 8043.106. LSO 1073 (bollo 2).
Commenti. Nell'esemplare sopra citato manca la metà finale del bollo e quindi il signum; a causa del cattivo stato di conservazione è difficile decidere se il timbro è diverso rispetto all'esemplare che abbiamo con qualche dubbio identificato come 1498 var., v. sotto. Secondo Gasperoni 2003, 55-59 è ipotizzabile che si tratti di un officinatore dei Domitii. Il bollo è attestato anche su dolio (CIL XV 2510), Dressel.
Commenti. .
Commenti. Il tipo dei bolli, comune nella prima metà del I sec. d.C., esclude l'identificazione di Iulia Augusta con Iulia Maesa, Iulia Soemias o Iulia Mamaea; si tratta evidentemente di Livia, che diventò Iulia Augusta alla morte di Augusto. Cfr. il fr. Novum CIL XI 8113.20/1.1. Bloch 1948, 77 opta per Iulia Titi filia; Blake 1947, 299 lascia la questione aperta.
Attestazioni. Rinvenuto a Mugnano, San Liberato - Vigna della Corte, fornace N. 56.
Datazione. I sec. d.C. Dressel; v. CIL XV 1498 var.
Datazione. Posteriore alla morte di Augusto (a. 14 d.C.).