CIL XV 1498 var.
Forma: 110
Sig. 9.6, 4.1,
Forma: 110
Sig. ,
Forma: 110
Sig. 4.5+, 3.5,
Orb. .
Orb. .
Orb. .
Lett. 1.5.
Lett. 1.6.
Lett. 1.4.
Lett. 1.6.
Lett. 1.8.
Lett. 1.7.
Lin.1, 1, 1.,
Lin.,
Lin.,
Edizioni. Cfr. CIL XV 2510. G. Gatti, BCom 1901, 134. Bodel 1983, 58 N. 108, tav. XXI.108. Gasperoni 2003, 255s. N. 81 tav. CXXXIII.1-2.
Edizioni. Cfr. CIL X 8043.106. LSO 1073 (bollo 2).
Commenti. Come nota Bodel, Marini 1884 N. 1380a (che Dressel cita) e Gatti posizionano un ramo di palma alla fine della r. 2, sotto le lettere TI della prima; così anche Marini 1884, 407 N. 7 nel bollo su un dolio, CIL XV 2510. Nell'esemplare del Kelsey Museum la palma eretta sembra invece occupare anche la r. 1. Nell'esemplare di Gasperoni la posizione delle lettere è identica, ma le misure sono diverse; la parte finale del bollo è troppo male conservata per identificare il signum con certezza, ma sembra escluso il "ramus papaveris flores duo habens" della variante CIL XV 1498, che solo Dressel ha visto in un esemplare dell'Antiquario Comunale. Nel commento a CIL XV 1498 Dressel rimanda al bollo sul dolio (2510): "idem sigillum occurrit in dolio", mentre nel commento a quest'ultimo bollo dice solo che lo stesso personaggio compare "in latere n. 1498".
Commenti. .
Commenti. Il tipo dei bolli, comune nella prima metà del I sec. d.C., esclude l'identificazione di Iulia Augusta con Iulia Maesa, Iulia Soemias o Iulia Mamaea; si tratta evidentemente di Livia, che diventò Iulia Augusta alla morte di Augusto. Cfr. il fr. Novum CIL XI 8113.20/1.1. Bloch 1948, 77 opta per Iulia Titi filia; Blake 1947, 299 lascia la questione aperta.
Attestazioni. V. CIL XV 1498.
Datazione. Seconda metà del I sec. d.C. (Bodel).
Datazione. Posteriore alla morte di Augusto (a. 14 d.C.).