CIL XV 697
Forma: 220
Sig. 9.8 ca,
Orb. .
Lett. 1.6.
Lin.? (da calco).,
Edizioni. Ihm, CIL XI, p. 1015 (Grosseto, mus.). MNR III. Anderson 1991, 66 N. 114, fig. 28 (?). Bianchi 2001.1, 92 N. 6. Bianchi 2003.1, 103 fig. 28. Bianchi 2003.2, 343 fig. 15. P. V(igliarolo), in Made in Roma 2016, 99 N. 2.11, fot. ripetuta nell'articolo di A. Balielo a p. 25. Calco cartaceo AP inv. 9371.
Commenti. Dressel integra de (figlinis), erroneamente, dato che T. Camudenus Atimetus è un officinatore. Cfr. 695 e 696, dove il gentilizio compare nelle forme Camidienus e Canedienus. L'identificazione del frammento AAR 5220, fig. 28 è probabilmente errata, in quanto la forma del bollo è circolare con il centro in rilievo, mentre nell'esemplare in questione, di difficile lettura, il centro è piano e reca il frammento di una lettera o di un signum.
Datazione. Cfr. CIL XV 695 e 696. 697 compare nella scala settentrionale dell'emiciclo con il bollo CIL XV 1014a di Domitia Lucilla maior, che è posteriore all'a. 107. Questi bolli stabiliscono un terminus post quem a tutta la sovrastruttura dei Mercati Traianei, Lancaster 1995, 31s., 39. Cfr. Bianchi 2015, 35. Bloch 1947, 111 nei muri fra il Pantheon e la basilica Neptuni.