CIL XV 732
Forma: 540
Sig. 9.3,
Orb. 3.1 .
Lett. 0.9.
Lett. 1.0.
Lett. 0.9.
Lett. 1.2.
Lin.1, 2, 2.,
Edizioni. LSO 628. Anderson 1991, 68 N. 121.
Commenti. Dressel: Aristius Thallus è senza dubbio identico all’ A. Aristius Thallus che fra gli anni 123 e 134 era attivo nelle figlinae di Plaetorius Nepos (cfr. CIL XV 1363-1365). I praedia e le figlinae potrebbero essere passate a L. Ceionius Commodus dopo la morte di Plaetorius Nepos, oppure l’officinatore si è trasferito nelle figlinae di Commodus. Secondo Helen 1975, 116s. i praedia di quest’ultimo sarebbero stati confiscati e passati all’erede del trono e da questo al figlio. Th. M(ommsen): Dopo l’adozione da parte di Adriano L. Ceionius Commodus si chiamava L. Aelius Caesar; egli avrebbe emancipato il figlio e la figlia prima dell’adozione oppure, come ci sembra più probabile, l’imperatore utpote legibus solutus avrebbe fatto l’adozione in modo che i figli non l’avrebbero seguito. Infatti la figlia che sposò Q. Servilius Pudens si chiamava Ceionia L. Aeli Caes. f. Plautia (Eph. Ep. V N. 298; cfr. CIG 5883 con emendazione a p. 1262); il bollo 732 dimostra che dopo la morte del padre nell’a. 138 il figlio si chiamava L. Ceionius Commodus Caesaris filius. Nello stesso anno, prima della morte avvenuta il 10 Luglio, Adriano avrebbe ordinato ad Antoninus Pius di adottare il figlio. Erroneamente la vita Veri 2: patre ab Hadriano adoptato in familiam Aeliam devenit mortuoque patre Caesare in Hadriani familia permansit. Infatti non rimase nella famiglia di Adriano, ma in seguito all’adozione ne diventò nipote e cambiò il nome. Il nome Caesar compare abusivamente nei bolli dell’a. 148 (733, 734) e nell’iscrizione di Novara CIL V 6573, proba monumenta omnia ei denegant. Il nome era in effetti riservato al successore al regno (Staatsrecht II, 1139).
Datazione. A. 138.