CIL XV 759 compl.

Forma: 550
Sig. 9.6, Orb. 1.0 . Lett. 1.1. Lett. 1.1. Lin.1, 2, 1.,

1OPVS DOLIAREM EX PRAEDIS
2DOMINI NOSTRI
Mercurius petasatus ariete ss. vehitur d. crumenam s. caduceum tenet
Opus doliare{m} ex praedis domini n(ostri).

Edizioni. Steinby 1973, 189s. N. B65. Steinby 1974, 87. Righini 1975, 160 N. 125 (= CIL XV 759.13). Anderson 1991, 69 N. 124, fig. 30. Calco in Filippi 1992 fig. 8.41. Calco cartaceo AF inv. 19869.

Commenti. Dressel: doliarem deve essere un errore per doliare; è infatti poco probabile la lettura opus doliare M(...anum). Descrizione del signumcompletata in Steinby 1974. Per errori nella descrizione di Anderson v. Bodel 1993, 401 n. 28. L’es. pubblicato in Steinby 1973, 189s. è stato impresso su uno di tre bipedali che coprono un sarcofago di terracotta. Il bipedale reca anche il bollo CIL XV 760a, che sulla base del signum può essere attribuito a L. Lanius Festus; un altro bipedale porta il bollo CIL XV 237a delle f. Genianae, il terzo ancora il bollo CIL XV 760a. Evidentemente i tre bipedali, di primo impiego, provengono dalle figlinae Genianae; Steinby 1974-75, 44. L’officinatore non può essere identificato sulla base del signum, che non compare in altri bolli.

Datazione. Età commodiana (Dressel); Steinby 1974-75, 44: aa. 212-217? Non datato in Bloch 1948.2, 81. Rinvenuto nelle Terme di Caracalla (DeLaine 1997, 251).


Illustrazione

 
CIL_XV_759-AFinv.19869