Novum CILXV 668/9
Forma: 321
Sig. 11.9, 6.9,
Orb. .
Lett. 1.7.
Lett. 1.1.
Lett. 0.9.
Lin.1, 1.,
Edizioni. Stanco 2001, 182s. N. 173 fot. e calco p. 169 bollo N. 173.
Commenti. La lettura alternativa St(atius) Amarant(us) presentata da Stanco è meno convincente, sia perché egli ha visto un punto dopo la R in r. 2, sia perché il cognomen non è attestato fra gli Statii Marcii. Statius Marcius Antiochus compare in tre bolli delle Viccianae dove il dominus non viene menzionato, v. CIL XV 672 = S. 203. Domina e officinatore compaiono insieme nel bollo CIL XV 438, M(arci) Anthioci de Q(uintianis) Rubriae (sia Dressel che Bloch interpretano la M come praenomen). In analogia con lo scioglimento della Q come abbreviazione del nome delle figlinae, la P nel Novum potrebbe essere sciolto P(ublilianis), aggiungendo un nuovo elemento alle intricate relazioni già attestate fra le Tonneianae, le Viccianae e le Publilianae, alle quali sarebbero da aggiungere anche le Quintianae. L'interpretazione della P come praenomen femminile è meno plausibile per ragioni di cronologia. Nell'interpretazione di Filippi - Stanco 2005 il timbro sarebbe stato in origine del padre di Rubria, P. Rubrius Barbarus, praefectus Aegypti nel 13/2 (PIR R 125); v. anche Scardozzi 2015, 218. La forma del bollo porta però la datazione verso la metà del I sec. d.C.